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Adrano 25 gennaio 2012
Senza allegria... Comincia nel peggiore dei modi il girone di ritorno del Cus-Fortitudo in under 17 elite. Contro un avversario che aveva consentito due punti facili nella gara d’esordio stagionale, una Fortitudo priva di carattere getta alle ortiche un’ottima occasione per restare agganciata al treno che porta al sole. Certe volte l’esito di una partita puoi intuirlo prima che abbia inizio. Ed è quello che è successo nella gara odierna. Entrare in campo con la gioia e la voglia di farlo, spesso può fare la differenza tra vincere e perdere. I cussini ad Adrano, fatta eccezione per un paio di elementi, sono apparsi sconfitti in volto prima ancora che sul campo. Discorso ben diverso per i padroni di casa che hanno affrontato la sfida con ben altro spirito, mettendo a frutto la voglia di far bene e la buona sorte che aiuta gli audaci. Un avvio di gara al rallentatore da parte degli ospiti consente all’Adrano di guadagnare un buon margine già dalle battute iniziali. Una Fortitudo poco intensa non riesce a trovare varchi nella zona dei padroni di casa e appare in evidente affanno ad interpretare le giuste spaziature in campo. E’ solo grazie a Pennisi se gli ospiti non capitolano già nel primo periodo. Sembra l’unico a voler giocare e si vede. A metà del quarto qualcosa si sblocca nell’attacco cussino ma non in difesa e tantomeno a rimbalzo. Adrano, inesorabile, capitalizza al massimo e chiude la frazione in vantaggio di 9 punti. Nel secondo quarto sembrano più determinati i catanesi. E’ il momento migliore della Fortitudo che, finalmente capace di velocizzare la manovra, rimonta fino ad un solo canestro dalla parità. La miglior presenza a rimbalzo, unita a percentuali al tiro raramente riscontrate, consente tuttavia all’Adrano di riallungare nel finale fino al 37-32 di metà gara. Dopo la pausa lunga, la Fortitudo prova ad aumentare intensità e pressione, ma è in copertura che continua a subire troppo la precisione al tiro e la fisicità dei padroni di casa, sempre in vantaggio sui rimbalzi. Così, dopo una fase di equilibrio, Adrano chiude il quarto ristabilendo il distacco di 9 punti. Nulla di irreparabile ma occorrerebbe ben altra convinzione nei ragazzi di Malagò che, nell’ultimo periodo, concedono il massimo vantaggio di 12 punti agli adraniti dopo 3’. La scossa finale che sembrano avvertire i catanesi basta solo a limitare il passivo ma non a rimediare una prestazione incolore, dove il solo Pennisi dei tempi d’oro ha giganteggiato (29 punti, 8 rimbalzi e 6 palle recuperate), seguito a debita distanza da Puleio e da Onesta che hanno ben svolto i compiti loro affidati. Onore al merito dell’Adrano, dunque, che ha saputo trovare motivazioni e canestri che le hanno consentito di far sua una gara senza se e senza ma. Per la Fortitudo, invece, i sogni di gloria si allontanano e non solo per demerito dei presenti. In una gara come quella odierna, infatti, contare su un roster di dodici ragazzi avrebbe forse permesso a coach Malagò di schierare più allegria e voglia di vincere di quella invece vista ad Adrano. La Fortitudo ha così sperimentato sul campo una delle grandi metafore dello sport. Quando mai nella vita si esce vittoriosi da una sfida che non si ha voglia o si teme di affrontare? E quante volte, invece, si raggiungono obiettivi, all’inizio insperati, solo perché ottimismo e voglia di farcela sono stati nostri fedeli alleati? Non tutte le speranze sono comunque perse per la Fortitudo che, tuttavia, ha esaurito il bonus di sconfitte a sua disposizione, se davvero vuole competere per i primi posti della classifica. Essere stati fin qui l’unica squadra ad aver battuto Paternò, perdendo di un soffio con Acireale, dimostra che le possibilità di far bene ci sono ma occorrerà metterle sempre in campo con tantissimo carattere e... un pizzico di allegria. Scarica lo scout di riepilogo... Questi i parziali: 23-14; 14-18; 20-16; 17-20.
Sporting Club Adrano: Amoroso 11, Donato (cap.) 4, Bascetta 2, Rapisarda 1, Calambrogio 21, Russo n.e., Barbagallo 6, Bertolone 13 e Battaglia 16. All. Baviera Fortitudo Catania: Puleio 13, Pennisi 29, Scuto, Rotondo 6, Spadaro 1, Gambino (cap.) 11, La Rosa, Onesta 6, Ronza e Saletti 2. All. Malagò
G. Ronza |