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Concentramenti Nazionali Under 19 Elite
Under 19-21

Cronache dall’Emilia

Cus Catania vs Orvieto Basket 60-62

Salsomaggiore Terme (PR) 30 aprile 2012


Nella gara d’esordio del girone 7, un Cus Catania sciupone manca una buona occasione per aggiudicarsi la prima gara contro l’Orvieto Basket. Percentuali di realizzazione dalla media e lunga distanza meno che mediocri ed un arbitraggio degno del medesimo giudizio condannano gli etnei alla sconfitta di misura contro un Orvieto assolutamente alla portata dei ragazzi di Marchesano.

Dopo 2’ di studio, sono i catanesi a rompere per primi gli indugi. Con Arcidiacono sugli scudi, incontenibile sotto canestro, gli isolani ottengono il primo break della gara portandosi a +9 sugli avversari (11-2). Orvieto è costretto alla prima sospensione ed opera due cambi, i cui frutti non tardano ad arrivare. Gli umbri, infatti, acciuffano la parità grazie alla notevole incisività dal perimetro. Da qui alla fine della prima frazione, una gara estremamente equilibrata con evidenti differenze tattiche che caratterizzeranno l’intera partita. Catanesi con spiccata predilezione per le soluzioni in accostamento e umbri a controbattere dalla distanza. Molti errori d’ambo i lati caratterizzano l’avvio del secondo quarto. Dopo 3’ è Orvieto a tentare un timido allungo producendo un parziale di 6-2. L’inatteso quanto gradito arrivo sulle tribune dell’allegra banda della Pallacanestro Bellinzona, squadra esordienti con parenti al seguito, a sostenere le sorti della squadra catanese, sembra segnare la svolta. Il Cus attua una fruttuosa zone-press e in una amen ribalta l’inezia della gara passando a condurre 36-26. Ancora una sospensione chiesta dagli umbri, che al rientro in campo si riportano sotto. Squadre al riposo con gli etnei avanti di due lunghezze ma con tanti rimpianti.

Nella seconda parte di gara divengono più evidenti e a senso unico gli errori arbitrali. Un fallo netto palesemente ignorato sul catanese Guarnaccia produce solo un tecnico per proteste. Gli etnei restano comunque saldamente in partita e provano ancora a scappare. Al 4° minuto, sul 44-36, allungano ancora grazie ad un libero marcato da Lo Faro e 2 punti in contropiede di Balestrazzi. Catania ancora a +9. Sale l’intensità del match ma di pari passo salgono anche gli errori catanesi dalla distanza. La difesa di Orvieto ha buon gioco e sembra godere dell’immunità, mentre la retroguardia catanese viene punita con puntualità disarmante. Metà dei punti realizzati nel terzo quarto da Orvieto arriveranno dalla lunetta!

Con il Cus in vantaggio di tre punti ha inizio l’ultima frazione. I catanesi partono male e Orvieto ne approfitta per pareggiare ed allungare. Il timeout chiesto da coach Marchesano ed i cambi operati non invertono l’inerzia della gara, ora nettamente favorevole agli umbri, che trovano in Brunelli l’uomo della svolta. Gli etnei si schiantano contro la zona di Orvieto e continuano a non trovare soluzioni dalla distanza. A 1’14” dalla sirena finale sembra fatta per Orvieto, forte di otto punti di margine. Uno scatto d’orgoglio dei siciliani rischia invece di ribaltare le sorti dell’incontro. In poco più di 60” il Cus risale fino a -2. L’ultimo possesso è ancora dei catanesi che vanno fino in fondo con Lo Faro che subisce fallo. Arriva il fischio arbitrale che varrebbe due tiri liberi ma anche la sirena finale. Nel parapiglia generale l’arbitro esterno dichiara finita la gara e annulla il fischio del collega senza nemmeno preoccuparsi di consultare il tavolo. Così ai catanesi resta solo la magra consolazione che insieme alla partita sia finita anche la direzione arbitrale. Per dovere di cronaca, occorre riferire che per gli etnei al danno si è aggiunta la beffa. Le (comprensibili) proteste avanzate da Lo Faro a fine partita gli sono costate la squalifica per una giornata e, dunque, domani non sarà in campo contro i romani della Tiber.

In conclusione, condizionanti e tuttavia non determinati gli errori arbitrali. I catanesi devono cercare altrove le ragioni della sconfitta. Troppo scarsi gli esiti dalla distanza e nulle o quasi le soluzioni per l’attacco alla zona. Un Arcidiacono in splendida forma (18 pt. e 11 rimb.) non è bastato a compensare un Lo Faro decisamente in giornata no, nonostante i 16 punti marcati. Tra gli umbri ha favorevolmente impressionato, risultando decisivo, Ciriciofolo, dalle cui mani sono scaturiti un terzo dei punti totali della squadra, molti dei quali dalla distanza. La prossima gara vedrà la formazione catanese contrapposta alla Tiber Roma, come detto. Nulla è ancora compromesso ma un’altra sconfitta non sarebbe perdonata.

Parziali: 20-20; 16-14; 16-15; 8-13.


Cus Catania: Arcidiacono 18, Balestrazzi 8, Elia 13, Guarnaccia 2, Lazzara (cap.), Lo Faro 16, Parlato 2, Patanè n.e., Persano n.e., Strano n.e. e Tracuzzi 1. All. Marchesano

Orvieto Basket: Trinchitelli (cap.) 9, Bernucci n.e., Benizielli, Frosinini 8, Ciriciofolo 21, Grillo 2, Brocchi 5, Quercia 5, Fogliani, Brunelli 12, Battistelli e Montegiove n.e.. All. Olivieri



Tiber Roma vs Cus Catania 71-57

Fidenza (PR) 1 maggio 2012

Nella seconda partita il Cus Catania privo dello squalificato Lo Faro è chiamato a dare tutto quanto di cui è capace contro la Tiber Roma per alimentare le speranze di qualificazione alla fase finale. I catanesi giocano bene il quarto di apertura per poi subire un incomprensibile tracollo nei quarti centrali, nei quali la Tiber scava il solco che gli etnei non riusciranno a colmare nell’ultimo periodo, nonostante l’ottima rimonta.

In un palazzetto quasi privo di pubblico, i catanesi si rendono autori di un buon primo quarto nel quale riescono ad imporre il loro gioco. Sempre in vantaggio lungo i primi 10’, i cussini avrebbero la possibilità di allungare decisamente ma mancano alcune ghiotte occasioni. Sono così i capitolini ad accorciare ed il quarto si chiude con i catanesi ancora in avanti, forti delle efficaci rotazioni operate da coach Marchesano. Ancora bene il Cus Catania in avvio di secondo quarto con qualche buon recupero che tuttavia non porta segnature. Sono decisamente più efficaci in questa fase i romani, che dopo 2’30” agguantano il pari. Il quarto procede con pochi centri d’ambo i lati. Un’incredibile sequenza di errori e palle perse da parte degli etnei innesca il break della Tiber che passa con decisione, salvo il piccolo recupero catanese a ridosso della pausa lunga. Squadre al riposo sul 29-23 e gara dunque apertissima.

Dagli spogliatoi esce solo la Tiber. Il Cus Catania, infatti, sembra non essere nemmeno in campo. Il terzo tempino vede Roma piazzare un 5-0 nei secondi iniziali. La timida reazione catanese produce davvero poco ed i capitolini non si fanno pregare per assestare quello che ha tutta l’aria di essere il colpo del ko. Con i siciliani frastornati e sfiduciati ed ancora una volta in difficoltà contro la difesa schierata a zona, la Tiber arriva ad accumulare il massimo vantaggio di 28 punti. Nel finale di quarto, da registrare alcune piccole incomprensioni che surriscaldano gli animi in campo e la discreta ma tardiva la reazione degli etnei, che riduco a 19 punti il gap alla terza sirena. E’ un Cus completamente trasformato quello che suona la riscossa nell’ultimo quarto. Un’efficace zone-press disorienta la Tiber che assume l’inedito ruolo di sparring partner. In sei minuti i catanesi recuperano ben tredici punti andando a meno sei, con la gara virtualmente riaperta. Purtroppo per loro la Tiber riesce a cogliere l’inevitabile calo fisico, conseguenza della dispendiosa tattica adottata dai siciliani. Il successivo break di 7-0 in favore dei capitolini taglia le gambe e le residue speranze dei catanesi, che sono costretti ad arrendersi.

Resta inspiegabile l’atteggiamento etneo nel secondo e terzo quarto, senza il quale saremmo a descrivere tutt’altra gara. Buon l’esordio dei “ragazzini” del gruppo. Persano (14’ in campo e 2 pt.), Strano (4’ in campo e 2 pt.) e Patanè (5’ in campo).

Domani ultima partita contro il Basket Oderzo. Esaurite le residue ambizioni di qualificazione, i catanesi sono chiamati ad una prova di orgoglio per evitare la medaglia di legno del girone.

Parziali: 11-16; 18-7; 29-16; 13-18.

Tiber Roma: Capotorto 8, Dal Sasso (cap.) 5, De Domenico 5, Algeri 10, Paone 2, Tammurello 8, Ambrosi 6, Gaffi 2, Cipriani 7, Prati, Pucci e Piccagli 18. All. Mannucci – Gianni

Cus Catania: Arcidiacono 17, Balestrazzi 10, Elia 2, Guarnaccia 8, Lazzara (cap.), Parlato 4, Patanè, Persano 2, Strano 2. e Tracuzzi 12. All. Marchesano


 

Basket Oderzo vs Cus Catania 58-64


Salsomaggiore Terme (PR) 2 maggio 2012


L’ultima partita vede contrapposte le due deluse del girone 7, con l’unico obiettivo di cancellare lo zero dalla casella delle vittorie. Partita vera tra veneti e siciliani, nonostante tutto. Una gara giocata a viso aperto, a tratti divertente e sempre corretta. Etnei più incisivi con tutti gli effettivi, mentre gli opitergini sembrano puntare tutto sul trio Alberti, Dal Magro e Fadel. Un confronto iniziato in discesa per il Cus Catania e poi divenuto equilibrato, le cui sorti tuttavia non sono quasi mai apparse in discussione.

Il match non sembra avviarsi sotto i migliori auspici per i catanesi, che hanno Tracuzzi e Guarnaccia non in perfette condizioni fisiche.

Ottima, invece, la partenza degli etnei. Ispirati da un Lo Faro finalmente sereno, i ragazzi di Marchesano piazzano un 11-2  in 5’ che non necessita di ulteriori commenti. Ultimi minuti più equilibrati, con Oderzo che approfitta di qualche sbavatura in eccesso della difesa cussina, spesso costretta al fallo che porta i veneti ad accorciare dalla lunetta. Nel secondo quarto è efficace la zone-press operata dagli etnei in avvio, che consente loro di allungare. Presto però una diminuita efficacia in fase di copertura, alla quale si aggiunge qualche errore di troppo, consente a Oderzo di contenere il distacco. Nel finale di quarto, con i lunghi in panchina, i siciliani soffrono a rimbalzo e a metà gara il loro vantaggio è di soli 5 punti.

Dalla pausa lunga i catanesi rientrano in campo con una difesa finalmente efficace ma perdono smalto in fase realizzativa. E’ Oderzo a trarne maggiore vantaggio e a 3’ dalla terza sirena agguanta il pari. Nel finale di frazione domina l’equilibrio, spezzato solo dall’accelerazione dei catanesi negli ultimi 60”, che riporta a sei punti il loro vantaggio. Ultimo periodo di gioco, dunque, con immutate possibilità di vittoria per entrambe le squadre. Il quarto vive una fase iniziale non proprio esaltante. Ritmi bassi e poca intensità caratterizzano i primi minuti. Un Cus Catania sornione ne approfitta per allungare lentamente ma inesorabilmente, ottenendo il massimo vantaggio di 14 punti a 4’ dalla fine. Con i catanesi in bonus, le segnature dei veneti arrivano per lo più dalla lunetta. A 60” dal termine è ancora di 12 punti il vantaggio etneo e gli opitergini rompono gli indugi. L’assalto finale è ben limitato dalla retroguardia del Cus Catania ed ai veneti non resta che deporre le armi.

I catanesi possono così congedarsi dal torneo con un successo, mentre i pur meritevoli veneti tornano a casa senza vittorie. Per la cronaca, è stata la Tiber Roma ad ottenere il passaggio alle finali, centrando tre vittorie su altrettante gare disputate.

A prescindere dalla mancata qualificazione, il bilancio dell’avventura emiliana per gli etnei non può tuttavia definirsi positivo. Infatti, i catanesi tornano a casa con tanti rimpianti per l’esito della gara inaugurale, il cui epilogo ha senz’altro condizionato la prosecuzione dell’intera kermesse e compromesso il passaggio alle finali di Lignano Sabbiadoro. Tuttavia, l’incondizionato impegno comunque dimostrato rende i ragazzi assolutamente meritevoli dei sinceri complimenti di tutta la società.

Personalmente, vorrei aggiungere la soddisfazione per essere stato parte di un’avventura umanamente straordinaria: grazie ragazzi, è stato bello averci provato!!


Parziali: 12-19; 18-16; 14-15; 14-14.


Basket Oderzo: Tridente 2, Muzzin, Alescio 5, Simonetti 1, Corsi 5, Ros, Bergamo 3, Dal Magro 8, Ronadi 2, Alberti 24, Fadel 8 e Camisotti. All. Padovan – Ceron


Cus Catania: Arcidiacono 10, Balestrazzi 9, Elia 6, Guarnaccia 10, Lo Faro 17, Lazzara (cap.) 2, Parlato, Patanè 2, Persano 6, Strano 2 e Tracuzzi. All. Marchesano


G. Ronza

 
L’Under 19 Elite varca lo stretto
Under 19-21

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Catania 13 aprile 2012

La giovane formazione guidata da coach Marchesano, dopo aver ben figurato nel campionato di C Regionale, classificandosi quinta nel girone B ed uscendo in modo piuttosto fortunoso dai playoff, conquista un altro traguardo.
Battendo lo Sport Club Gravina a domicilio nell’ultima di campionato, con qualche patema (e assente) di troppo, Il Cus Catania ha chiuso a punteggio pieno la fase finale del round regionale dell'Under 19 elite. Conclusione scontata per una formula improvvisata. Per la cronaca anche lo Sport Club Gravina (2° classificato) accederà ai concentramenti nazionali, in programma dal 30 aprile al 2 maggio, con l’ambizioso obiettivo di proseguire il cammino che porterà all’assegnazione della Coppa Italia di Categoria.
Il Cus Catania nel concentramento di Fidenza/Salsomaggiore (PR) avrà come avversarie la Tiber Basket – Roma (1^ classificata nel Lazio), il Basket Oderzo (TV) e l’Orvieto Basket (TR), classificatesi seconde nei campionati, rispettivamente, di Veneto e Umbria.
La vincente del girone staccherà il pass valido per l'accesso alle final eight, in programma dal 28 maggio al 2 giugno a Lignano Sabbiadoro (UD), che assegneranno la Coppa Italia Under 19.

Guarda il video del servizio pre-partenza...

Cus Catania:
Arcidiacono, Balestrazzi, Elia, Guarnaccia, Lazzara (cap.), Lo Faro, Parlato, Patanè, Persano, Strano e Tracuzzi. All. Marchesano


G. Ronza

 
Trecastagni Basket vs Fortitudo Catania 74-76
Under 17

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Catania 24 aprile 2012

All’ultimo respiro... Cala il sipario sul controverso campionato Under 17 Elite. In mancanza di iniziative ufficiali, le due squadre cussine si organizzano al meglio per la partita conclusiva, che le vede appunto contrapposte nel derby di ritorno. Un’ottantina di spettatori sono la degna cornice per la gara più sentita. Purtroppo, tra le fila della Fortitudo, in panchina ma non della partita, Ronza, infortunatosi nell’allenamento precedente e Scuto, ancora alle prese con problemi di salute. Arbitrano la gara i signori Luca e Giachino di Catania. Al cronometro Chiara Licciardello, segnapunti Claudio Cosentino, Ufficiale di Campo di recente affermatosi al Trofeo delle Regioni e grande promessa del CIA “made in Cus”.

Le due formazioni danno vita ad un match spettacolare e palpitante, dividendosi meriti e responsabilità in modo del tutto speculare. L’andamento della gara, fedele al carattere delle squadre, ha visto la Fortitudo prevalere decisamente nei primi 20’ di gioco, mentre la seconda parte è stata nettamente appannaggio del Trecastagni, per giungere al termine dei 40’ regolamentari in perfetta parità. C’è voluto dunque un over time per decidere le sorti dell’incontro, vinto dalla formazione ospite (sulla carta) per un solo canestro di scarto ma, sostanzialmente, finito in pareggio. Così è il basket, spietato nel pretendere un vincitore a tutti i costi. Per entrambe le squadre un copione già visto tante volte nel corso della stagione. Il Trecastagni di coach Lo faro ha infatti spesso stentato ad entrare in partita, salvo rendersi protagonista più volte di spettacolari e avvincenti recuperi post intervallo, finendo spesse volte ai supplementari. La Fortitudo, dal canto suo, ha quasi sempre costruito i suoi successi nei primi due quarti, rendendosi sovente protagonista di clamorosi passaggi a vuoto negli ultimi due ma senza mai giungere all’over time.

Sorprende ma non più di tanto – e ben presto se ne intuiscono i motivi – la scelta di entrambi gli allenatori di schierare i quintetti “forti” solo in due quarti e sempre contemporaneamente. L’intento è quello di concedere uguali occasioni e minuti ai componenti delle squadre, senza tuttavia squilibrare i valori in campo. Propositi lodevoli che non sortiscono l’effetto sperato. Come detto, infatti, indipendentemente dal quintetto schierato, l’unico equilibrio raggiunto è stato quello di consentire ad ognuno dei quattro quintetti di aggiudicarsi un parziale, senza un reale equilibrio in campo, salvo che nell’ultimo scorcio di gara e nei 5’ di supplementari.

Apre lo score la Fortitudo con due contropiedi di Comis, che da il via alla sua gara personale che, di fatto spaccherà il match. Sul 6 pari ancora un break degli ospiti costringe coach Lo Faro all’unico timeout della partita. Cambia davvero poco e con ben 13 punti personali un Comis spietato porta i suoi sul 19-6 a ridosso della prima sirena. Un fruttuoso contropiede di Scollo consente al Trecastagni di chiudere il tabellino del primo quarto. Quintetti base in campo nel secondo quarto ma di equilibrio nemmeno l’ombra, salvo che nelle primissime battute. La Fortitudo appare più squadra in ogni zona del campo e prende decisamente il largo, vanificando le velleitarie pretese difensive dei locali con ripetute incursioni, che la portano al canestro da sotto misura e dalla lunetta per i liberi conseguenza dei falli subiti. La reazione del Trecastagni passa quasi elusivamente dall’asse Conti-Bonaccorsi, che non appare nella forma migliore. A metà del quarto, tuttavia, i ragazzi di Lo Faro sembrano poter giocare finalmente alla pari. Ma a ridosso della pausa lunga, sul 18-34, i cussini di Malagò imprimono l’ennesima accelerazione. Pennisi fa 2/2 dalla lunetta, mentre Puleio e Pitrolino colpiscono in transizione per il massimo vantaggio Fortitudo a +22. Il centro da sotto di Bonaccorsi non giova più di tanto al Trecastagni e manda le squadre al riposo sul 20-40. Fin qui la migliore Fortitudo di stagione. Dallo spogliatoio si attende la reazione del Trecastagni, così come avvenuto più volte in questa stagione. Alla ripresa, squadre in campo con i quintetti d’inizio gara, con qualche piccola variante per i locali che devono far spazio ad un roster più numeroso. In appena 1’30” la Fortitudo piazza l’ennesimo break (7-0) che non ammette repliche. Comis, Saletti e ancora Comis, che chiude dalla lunetta un gioco da tre punti, per il nuovo massimo vantaggio degli ospiti a +27. Sembra ormai fatta per la Fortitudo e invece è il canto del cigno. Una buona penetrazione di Chisari, presto bissata da un canestro di Alarione, da il via alla rimonta del Trecastagni. Fasi finalmente più equilibrate caratterizzano la parte centrale del terzo tempino, con distacco però sempre attorno ai 20 punti. Un paio di palle perse degli ospiti innescano altrettanti contropiedi di Fuoti, seguiti da un centro dalla media di Alarione che consente al Trecastagni di accorciare a -15 alla terza sirena. Nell’ultimo quarto i ragazzi di Lo Faro tentano il tutto per tutto, affidandosi ancora, forse troppo, alla premiata ditta Conti-Bonaccorsi. Occorrono 3’ per due canestri (Russo e Bonaccorsi) ma le poche segnature sono un vantaggio, l’unico in questa fase, per una Fortitudo che non trova più valide soluzioni e sembra perdere la calma. Impressione confermata quando ancora Bonaccorsi fa 1/2 dal tiro libero e trasforma il successivo rimbalzo per il -8 Trecastagni. Poco dopo la Fortitudo deve fare a meno per infortunio di Pitrolino e dei suoi rimbalzi e per il quintetto di Malagò cala la notte. Trecastagni suona la carica e la “premiata ditta” sale in cattedra, perfezionando una rimonta che si completa a 3’48” dalla fine sul 58 pari. Ma non è ancora finita. Dalla lunetta Conti trasforma il libero aggiuntivo e Belluomo porta a 3 i punti di vantaggio di un Trecastagni che, però, ha speso davvero tanto. La Fortitudo capisce che la gara può ancora vincerla e con uno scatto d’orgoglio riacciuffa il pari a 1’14” dalla sirena finale. Solo adesso ha inizio la gara punto a punto che avevano pronosticato gli allenatori. A 20” dalla fine, con le squadre sul 62 pari, l’odore di over time pervade l’atmosfera. Un fallo di Belluomo, però, manda la Fortitudo in lunetta con Pennisi che fa 2/2. Ma sul possesso successivo è vincente il pick and roll di Bonaccorsi con appena 3” sul tabellone. Non c’è più tempo ed è over time. Il primo per la Fortitudo, l’ennesimo per Trecastagni.

Tra gli ospiti rientra Pitrolino, mentre resta invariato il quintetto del Trecastagni. Nel supplementare è ancora botta e risposta per un risultato che non si schioda dalla parità. All’ultimo giro di lancette, squadre sul 72 pari. Gambino segna un canestro prezioso e porta avanti gli ospiti che, a 22” dalla quinta sirena perdono Signorello per il 5° fallo personale che manda in lunetta Bonaccorsi per l’ennesima parità. Con appena 20” da giocare, la Fortitudo commette l’errore di concludere troppo rapidamente l’azione che, tuttavia, frutta il bel centro di prepotenza di Pennisi. Non è da meno il Trecastagni che con 16” da giocare spreca tutto perdendo palla. Ultimo possesso degli ospiti che hanno la possibilità con Pitrolino di incrementare dalla lunetta per il fallo tattico subito. Nulla di fatto e i 3” sul cronometro non bastano al Trecastagni, costretto ad arrendersi per la seconda volta ai cugini della Fortitudo che portano a casa l’ultimo referto rosa della stagione.

Termina così ancora una stagione ricca di emozioni e di soddisfazioni che in casa Cus assumono particolare valore. Sono infatti ben tre le formazioni Under 17 schierate quest’anno dal Centro Universitario. Una in Eccellenza, massimo campionato di categoria, e ben due in Elite, Fortitudo e Trecastagni per l’appunto. Il sesto posto ottenuto dalla prima, unitamente al terzo e quarto posto conquistati dalle odierne contendenti sono motivo di grande orgoglio per tutto lo staff del Cus Catania Basket che, pur tra le mille difficoltà ogni anno crescenti, è riuscito a garantire una stagione di crescita e soddisfazione a tutti i suoi under 17, piuttosto che preferire odiose selezioni nella speranza di ottenere migliori piazzamenti, comunque mai garantiti.

Per una stagione che termina, un’altra bussa alla porta ed i preparativi già fervono. Non sappiamo ancora quali campionati affronteremo e chi farà parte delle varie squadre ma quel che è certo è che la nostra voglia di far crescere i ragazzi nello sport e tutt’altro che esaurita.

 

Scarica lo scout di riepilogo...

Questi i parziali: 8-19; 12-21; 20-15; 24-9; (10-12).

Trecastagni Basket: Argento 2, Belluomo (cap.) 6, Camalleri 1, Russo 4, Bonaccorsi 21, Conti 14, Fuoti 8, Saitta, Scollo 4, Alarione 6, Chisari 6, Farina 2, Zanini, Babini, Leotta e Prizzi. All. Lo Faro

Fortitudo Catania: Pitrolino 6, Puleio 8, Signorello 8, Pennisi 12, Sgroi 7, Comis 22, Spadaro, Gambino 8 (cap.), La Rosa 2, D’Angelo, Saletti 3, Ronza e Scuto. All. Malagò



G. Ronza
 
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